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Internet mobile: siamo alla preistoria

Succede così: alle volte, senza alcun motivo, senti che è ora di cambiare il cellulare, e cominci a guardarti attorno. Per come sono fatto, uno smartphone è l’unica soluzione possibile, nonostante ogni volta mi riproponga di non comprarli, dato che di tutte le mille funzioni a disposizione, alla fine ne uso sì e no il 20%. Quelle che ha anche un normale cellulare.

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Poi ci ragiono su un po’ e vedo che a conti fatti non sono io a non usare le funzionalità avanzate degli smartphone, ma sono loro a non farmele usare! E con loro intendo i gestori di telefonia. Perché da noi funziona che se vuoi avere qualche cosa di avanzato la devi pagare come l’oro. E se qualche cosa non è avanzata di per sè, ci pensano loro a racchiuderla in una gabbia dorata.

E così nell’epoca dell’UMTS, la gente si trova ad usare gli smartphone come dei semplici cellulari GSM. Solo con 16 milioni di colori e touchscreen, che fa tanto figo quanto inutile. Però da noi va bene anche così.

Il passo successivo dopo aver guardato e virtualmente scelto il mio prossimo telefono, è stato guardare l’offerta dei piani telefonici: ad oggi, Febbraio 2009, in Italia non esiste ancora un’offerta flat per internet mobile! E se esiste, operatori cani, non siete riusciti a pubblicizzarla a dovere nei vostri siti rognosi!

Siamo ancora legati a piani con X ore/mese o Y MB/mese, scaduti i quali partono delle astronomiche e preistoriche tariffe a consumo. Se vi fate due conti e vedete cosa potrebbe venirvi a costare una navigata media di un’oretta, vi potrebbe venire il dubbio che il traffico extra-piano non viaggi neppur su rete cellulare…

Io mi immagino una cosa del genere: i miei pacchetti TCP/IP escono dal telefonino e appena arrivati all’antenna cellulare invece che essere inviati al server che li indirizza sulla rete internet, vengono trascritti in onciale da un amanuense benedettino usando oro zecchino al posto dell’inchiostro. Il tutto viene poi rilegato in sontuosi tomi in pelle di vitello, messi in campane di vetro asettiche sotto vuoto spinto, imballate e spedite tramite corriere espresso con tanto di scorta armata direttamente alla sede dove risiede il server interpellato (per esempio Mountain View, California, nel caso si stesse facendo una ricerca su Google). A quel punto un gruppo di esperti provvedono a disimballare il pacco, tradurre il tomo in bit, interpellare il server per una risposta, dare il risultato in mano al loro team di amanuensi che ripeteranno il processo con la risposta che ritornerà a me tramite un ciclo inverso. Tutto ciò ad una velocità superiore a quella della luce.

Ecco, solo allora si giustificherebbero i costi per MB che hanno le tariffe dei nostri gestori superate le soglie mensili previste dai contratti che ci propongono.

Dopo aver visto le nostre offerte, ho voluto intenzionalmente darmi la zappa sui piedi e guardare la situazione all’estero, così ho fatto un salto su Vodafone UK, Orange UK e T-Mobile UK. Non vado oltre: alle volte è meglio pensare che l’unica realtà che esiste sia quella che conosciamo e salvarci un briciolo di salute.

Siamo ancora alla preistoria, e io mi terrò il mio vecchio smartphone, con cui faccio le stesso cose che farei con quello nuovo: nulla di più di quel che si fa con un semplice cellulare.